Arrendersi e accogliere

A tutti capita di vivere un momento scomodo della propria vita, essere in uno stato psicologico o fisico che non ci piace, che ci rallenta, che non accettiamo.
La richiesta di solito è di trovare una maniera per cacciare via il malessere e, in modo più o meno magico, tornare ad uno stato di maggior benessere. Il tutto possibilmente senza dover affrontare il malessere…

Siamo abituati a lottare contro ogni cosa, interna o esterna, che devia dalla nostra idea di “perfezione”, di “benessere”. Cataloghiamo tutto ciò che non corrisponde ai nostri canoni come qualcosa di negativo e pertanto da evitare.
Se non sono attivo, sorridente, produttivo, propositivo, rilassato come “dovrei” allora “devo” tornare sulla retta via, senza entrare in contatto o comprendere ciò che sto vivendo nel presente.

Ma perché sono così oggi? Pochi se lo chiedono, e ancora meno sono quelli che riescono a darsi una risposta sincera.
Quando ventilo ai miei pazienti l’ipotesi si arrendersi all’emozione che stanno provando, arrendersi al peso dello stato che stanno vivendo mi guardano straniti.
Talmente siamo abituati a scacciare ciò che non ci piace, che l’idea di accoglierlo e starci in contatto risveglia un mix di timore e incredulità.
All’idea di resa si associa spesso un giudizio negativo legato all’idea di sconfitta o rassegnazione, “se smetto di lottare perdo, mi perdo…”.
Ecco, a volte non va così.; a volte se smetto di spingere e mi fermo, anche l’altra parte si calma.

Arrendersi e accettare le cose così come sono e accogliere uno stato emotivo benché non ci piaccia è un invito a stare in contatto con il presente.
Accettare la situazione non vuol dire che non si farà mai più nulla per cambiarla, anzi, spesso sono proprio la consapevolezza e la resa che innescano il processo di profondo cambiamento.
Non fare della tua mente un campo di battaglia, non dichiarare guerra. Tutto ciò che provi (gioia, dolore, ira, odio) è parte di te. L’opposizione tra buono e cattivo è spesso raffigurata con la lotta tra luce e tenebre, ma se guardiamo in modo diverso, vedremo che, anche quando la luce splende le tenebre, non scompaiono. Invece di venire cacciate, si fondono con la luce. Diventano luce.
Thich Nhat Hanh

Possiamo iniziare a sperimentare ciò partendo dal corpo: rilassare i muscoli, abbandonare il corpo al suo peso naturale cercando di decontrarre anche quei muscoli che normalmente sono tesi in posizione difensiva.
Progressivamente il corpo si può arrendere e lasciare la presa sulle tensioni corporee.
Allo stesso modo posso fare con la mente e gli stati emotivi, concedermi un istante di tregua, smettere di sforzarmi di controllare e stare. Non opporre resistenza alle lacrime, bensì lasciarle venire, non chiudere la porta alla tristezza, bensì farla accomodare e sentire cosa ha da raccontarci: spesso quando queste parti ci hanno lasciato il loro messaggio, a livello conscio o inconscio, non hanno più necessità di restare e così come sono arrivate, se ne vanno…

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